CIGNETTI Carlo
(Torino 1927 - Torino 1992)
Un gioco di carte - 54 poesie
Luogo: (Ivrea)
Editore: "Quaderni di Ant.Ed" [n. 18]
Stampatore: Tipografia Eporediese - Ivrea
Anno: 1974 (novembre)
Legatura: portfolio
Dimensioni: 20x14,2 cm.
Pagine: 57 fogli in cartoncino sciolti
Descrizione: copertina con disegno dell'autore e composizione grafica del titolo in bianco e nero, design e impaginazione dello Studio Ombra. Una nota al testo di Guido Davico Bonino al verso del portfolio. Libro d'artista costituito da 52 composizioni poetiche così distribuite: 27 fogli impressi al recto e numerati con le lettere dell'alfabeto in nero al verso, l'ultimo dei quali marcato «A/Z»; altri 27 numerati allo stesso modo ma con le lettere dell'alfabeto impresse in diverse tonalità di rosso, dal più scuro al più chiaro; 3 fogli impressi al recto e al verso: uno con testo introduttivo dell'autore, uno con la riproduzione al recto di una lettera dell'autore indirizzata a Claude Lévi-Strauss, e la risposta riprodotta in fac-simile del manoscritto al verso, infine, l'ultimo con la riproduzione della risposta di Lévi-Strauss e la riproduzione di una dedica manoscritta dell'autore ad Alfredo Giuliani: "Egregio Signor Alfredo Giuliani, data la scarsa diffusione che posso assicurare a questo mio libretto di poesia, mi permetto di inviarglielo per conoscenza e per sua documentazione". Edizione originale.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 200ORDINA / ORDER
"MI metto a leggere un testo qualsiasi (...) praticando con altri scopi il metodo dell'«attenzione fluttuante» suggerito da Freud all'analista di fronte alle libere associazioni del suo paziente. [...] Oppure: [...] mi ricordo del Pierre Menard autore el Chisciotte nel racconto di Borges (in «Finzioni»), la cui «ambizione mirabile era di produrre alcune pagine che coincidessero - parola per parola e riga per riga - con quelle di Miguel de Cervantes» le quali - benché superficialmente identiche a quelle del Chisciotte - sarebbero risultate con con gli accenti culturali tutti spostati e stravolti dalla nostra diversissima lettura di uomini d'oggi. [...] Tra questi due esempi sintomatici estremi, [...] si collocano tutte le altre carte di questo gioco, che sono tutte prodotte così tranne una. Ad ognuno che le utilizzi, di giocarle attivamente seguendo con scrupolo queste regole oppure - per analogia o no - tutt'altre non rivelate e non rilevate, quelle che ognuno potrà inventarsi e farsi da sé, per proprio piacere. Atto liberatorio per scaricare - sfogandole magari anche nel rifiuto e nel dis-senso - le tensioni, necessarie, del desiderio. [...] L'interrogativo che queste carte scritte cercano di affrontare e di prospettare (non risolvere) direttamente è nient'altro che questo: si può trovare un modo, dei modi di provocare e fissare il discorso, i discorsi - arcaico pauroso - dell'inconscio? [...] Soprattutto: come esprimere un linguaggio che attui senza riduzioni nell'immagine segnica l'impossibile coincidenza di significante e di significato, tale che - wittgensteiniamente - non esista mai più un dentro e un fuori, abolito ogni referente come polarità, non più oggettività e soggettività separate, espressione e comunicazione? Come potrà la voce dell'autore arrivare, risultare cos'ì totalmente spersonalizzata al lettore da apparirgli - nell'intuizione della folgore - assolutamente la sua stessa voce e perciò, contemporaneamente, la voce di ognuno e di tutti gli altri indistintamente? [...] La strada qui seguita [...] si può indicare così. Si accetta senza esitare l'ipotesi che il linguaggio poetico sia per essenza indefinibile e inconoscibile nella sua natura, per constatare con altrettanta sicurezza l'esistenza di un vastissimo corpus poetico - quello di tutte le produzioni poetiche - straordinariamente vario ma labile e informe rispetto ai suoi elementi, tuttavia saldamente fondato nel fatto dal e sul consenso generale quanto al suo esserci. [...] E' degno di nota il fatto che sia perfettamente legittimo parlare di corpus, in quanto questi fenomeni tenuti insieme dalla loro sostanziale indefinibilità, che si presentano apparentemente in successione cronologica, in realtà vengono sempre ogni volta assunti [...] come presenti e solo presenti, sempre contemporanei a noi, avulsi dal divenire storico" (dal testo introduttivo dell'autore).