VINACCIA Gaetano
(Napoli 1889 - Napoli 1971)
Per la Città di domani. Volume I° - Come il clima plasma la forma urbana e l'architettura - La sanità e l'igiene cittadina - Collaborazione didascalie figure di Giulio C. Vinaccia. Con 210 figure; Volume II° - La città e il contadino - Gli organismi vitali della città e l'ordine cittadino - I problemi dell'estetica cittadina. Con 90 figure
Luogo: Roma
Editore: Fratelli Palombi Editori
Stampatore: Arti Grafiche Fratelli Palombi
Anno: s.d. [1943/1944] - 1952
Legatura: brossura
Dimensioni: 2 volumi 26,5x19,2 cm.
Pagine: pp. 154 (2) - 157 (1)
Descrizione: VOLUME I: copertina illustrata con un disegno a colori e numerosi disegni a sanguigna e in nero n.t. di Giulio C. Vinaccia, 1 tavola f.t. con 6 immagini fotografiche in bianco e nero. Allegato un foglio con il sommario del secondo volume dell'opera, che fu pubblicato successivamente, nel 1952; VOLUME II: copertina illustrata con un piccolo disegno a sanguigna su fondo chiaro, 90 figure e disegni dell'autore n.t. Allegati: 1. «Da alcune recensioni sull'opera di Gaetano Vinaccia», foglio 25x17 cm. stampato al solo recto, con ritratto fotografico dell'artista e commenti; 2) Fascetta editoriale con il testo: «La vita cittadina è caotica? Il traffico è difficile? Le case costano care? Le città imbruttiscono? - Perché?". Opera completa, entrambi i volumi in prima edizione.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 900ORDINA / ORDER
L'introduzione dell'autore al primo volume è datata "1943" ma la pubblicazione avvenne con molta probabilità in epoca successiva, non prima della liberazione di Roma, sede dell'editore, come si può dedurre dalla dedicatoria: "Alla memoria della mia cara sorella Maria dedico queste pagine scritte nel tumulto della guerra, guardando con essa in alto, ad un migliore domani dell'umanità". Alcune bibliografie datano erratamente l'edizione "1939", probabilmente sulla base della nota bibliografica, redatta dallo stesso autore, contenuta nel secondo volume (pubblicato successivamente, nel 1952). Ma la data è evidentemente errata, come risulta dalla pag. 7 dello stesso volume, dove l'autore ribadisce - come nel primo - che la redazione è avvenuta durante "il tumulto della guerra" nove anni prima: "Un libro scritto nel tumulto della guerra, ripreso in mano dopo nove anni... Rileggerlo e rivivere quegli anni che videro denudare l'umanità della sua fragile veste di civiltà e mettere in cruda evidenza tutti i più bassi istinti? Rileggerlo, ritornando in quei tempi, quando la voce terribile del cannone, gli schianti delle bombe, sembrava che dicessero che qualche sacrificio pur bisognava farsi, qualche cosa pur doveva morire perché l'umanità rinascesse ad una vita più pura, più onesta, più bella? Ci sembrava allora di essere nel cataclisma terribile e spaventoso che precedette l'ordine del creato, la fine del caos... Il pensiero correva ad eroismi oscuri e nobilissimi di tanti, alla strage di senza colpa e senza peccato e ci chiedevamo se l'ira divina fosse almeno placata. Caino avrà finalmente orrore di se stesso? - Lirismo, ingenuità. Disillusioni del dopo guerra. Inganni e disinganni. Disperare dell'umanità?... Disperare? no!... Quanta terra fertile e vergine attende l'uomo, quante ricchezze del suolo e del sottosuolo da utilizzare per una migliore esistenza dell'umanità. Un nuovo continente si apre generoso ed incitante alla civiltà umana [L'America Latina]. Gli uomini stipati nella piccola e vecchia Europa, rinnovano il rito delle migrazioni e nella nuova patria godranno le gioie del lavoro fecondo... L'umanità cammina verso giorni migliori. L'odierna atmosfera di perenne tragedia, sarà presto un opaco ricordo di un passato che sembrerà molto remoto" (Vol. II, pp. 7-8).

L'opera di Vinaccia è stata rivalutata solo recentemente, nell'ambito del lavoro di ricerca sull'energia solare, l'impatto climatico e ambientale e la sostenibilità. Il suo lavoro, che si fonda sullo studio della tradizione urbanistica, si concentra sulla definizione di condizioni ottimali per la costruzione (o ricostruzione) delle città. Queste fanno capo essenzialmente alla posizione geografica che la struttura urbana occupa in relazione alla luce del sole e alla protezione dal vento e dagli altri agenti climatici. Le conseguenze sono, da una parte la considerazione che non è possibile una forma prestabilita per le città e gli edifici (superando ogni polemica, per esempio, fra razionalismo e organicismo), dall'altra l'esortazione a un'etica dell'architettura e a una presa di coscienza collettiva, la preoccupazione per il benessere sociale che deve precedere qualunque principio costruttivo: "Questo libro non ha uno scopo ricreativo, ma di divulgazione necessaria a creare nella massa del pubblico una coscienza urbanistica che lo porti ad interessarsi attivamente dell'essere e del divenire delle città, esercitando il suo diritto di sana fattiva critica indispensabile per il migliore operare" (pag. 8).

"From the early 1930s on, Vinaccia published more than 100 essays and articles dedicated specifi cally to the course of the sun in city planning and construction. Vinaccia also investigated the history of art and architecture in different civilizations, in the conviction that one cannot understand art without a knowledge of at least the principal geographic, historical, religious and social factors that determined it. His multifaceted studies seem to have persuaded him to study the «scientization of architecture and city planning», where the climate and the sun are at the centre of all his analyses and practical conclusions... For Vinaccia, the fundamental rules followed by the city-planners of thirty-five hundred years ago – good insolation, protection from the wind – should be given adequate consideration in the zoning plans of all the cities in the world. Vinaccia’s principles and studies regarding solar urban planning are well summarized in one of his best-known books, «Per la città di domani» [For the City of Tomorrow], which he wrote in the 1930s and during WWII. His purpose, as he modestly specified, was simply to describe city planning for the general public... To treat city plans in a systematic way, Vinaccia recommended developing scientific urban planning or scientized architecture, at the centre of which he placed what he called «polis-climatology», or urban climatology, the study of the microclimate of cities. For Vinaccia, this was an ancient science to which he merely gave a new name. Using simple methods, polis-climatology would turn vague principles of hygienic city planning – such as providing sun, air and light to cities and buildings, and defending them from the inclemency of the weather – into concrete scientific reality. In 1948, at a Conference in Zurich, he urged the creation of an international research centre on polis-climatology, where geophysicists, public-health experts, engineers and architects could make valuable and dispassionate contributions to progress in building construction and urban planning" (C. Silvi, Gruppo per la storia dell’energia solare (GSES), «Solar Building Practices and Urban Planning in the Work of Gaetano Vinaccia (1889 - 1971).

"To conclude, Vinaccia recommends adhering to the orientation he designated as «Equisolare». The latter ponderates sunlight homogeneously for the four exposures. To validate his results, he compared surface energy obtained with the heliothermic axis 16 to the Equisolare orientation, calculated at 48° for the city of Paris" (Marylène Montavon, «Optimisation of Urban Form by the Evaluation of the Solar Potential (Thèse no. 4657/2010)», Lausanne, Ecole Polythecnique Fédérale, 2010; pag. 21).