ANONIMO
SWINBURNE Algernon Charles
(Londra 1837 - Londra1909)
Flossie A Venus of Fifteen By one who knew this charming goddess and worshipped at her shrine
Luogo: London & Melbourne
Editore: The New Free Press Association
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: 1904
Legatura: legatura novecentesca in mezza pelle, titoli e filetti in oro al piatto, brossura originale conservata
Dimensioni: 19x11,8 cm.
Pagine: pp. 109 (3)
Descrizione: ristampa dell'edizione Carrington (ca. 1898), recante al frontespizio in luogo dell'autore "Social Study of the Century". Esemplare proveniente dalla biblioteca del collezionista e studioso Franco Bandini, con applicata la scheda del libro da lui dattiloscritta. Probabile prima edizione australiana.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 120ORDINA / ORDER
Opera pornografica pubblicata per la prima volta, probabilmente, nel 1897/1898.

"Anche a Charles Swinburne si attribuisce la paternità di un'opera erotica ultrarealistica, si intitola «Flossie, a Venus of fifteen...». (...) Dovrebbero essere confessioni che il poeta avrebbe scritto in ricordo di un suo amorazzo negli anni della sua virilità. Se si tratti di dati rispondenti a verità oppure di speculazione libraria non si può decidere sulla scorta di prove. (...) Tutto il libro si aggira intorno al "cunnilingus" e alla "fellatio", mentre il commercio sessuale normale è più in sordina. Il contenuto si può dire in poche parole: un giovane ritrova una sua amica che lo invita presso di sé e gli racconta di Flossie, la sua giovane protetta. Tutto è con lei permesso, purché resti intatta la verginità. e così accade. Più tardi il focoso amante si diverte anche con la sua conoscente, più anziana, che infine dà il consenso alla deflorazione di Flossie. (...) L'autore nega energicamente di avere scritto unicamente per stimolare i desideri sensuali. Nella prefazione dice: «Questa è la poesia della passione sensuale, che purtroppo così spesso e volentieri viene scambiata per pornografia. Sciocchi ipocriti e bugiardi tartufi fanno di ogni erba un fascio. Non scorgono in un'opera come Flossie l'infinita poesia, la fervida dolcezza. Con le loro dita pesanti strappano quel velo prezioso con cui il poeta avvolge i momenti più sensuali. E così restano loro in mano soltanto quei punti che possono segnare in rosso, ma a cui essi stessi si interessano in segreto in maniera straordinaria»" (English 1967: pp. 766-767).