ARCHIZOOM
SOTTSASS Ettore jr.
(Innsbruck 1917 - Milano 2007)
Primavera stellata - Splendori sul Nilo
Luogo: (Milano)
Editore: s. ed. (Ettore Sottsass Jr. e Fernanda Pivano)
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: s.d. [1967]
Legatura: foglio stampato al recto e al verso
Dimensioni: 33x23 cm.
Pagine: N. D.
Descrizione: immagine assonometrica di un gazebo, in nero su fondo bianco. Al retro un'altra immagine, virata in seppia: «Siano lodate le patrie...» di Ettore Sottsass Jr. Prova di stampa originale per il primo numero della rivista «Pianeta Fresco».
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 350ORDINA / ORDER
“La prima serie dei Gazebi viene disegnata dagli Archizoom per il primo numero, apparso nel dicembre del 1967, della rivista «Pianeta Fresco», fondata da Sottsass jr e dalla Pivano con la collaborazione di Allen Ginsberg ed edita dalla libreria Hellas di Torino. Le tavole dei Gazebi [sotto il titolo: «Gazebo's Inc. Export-Import. Rapp. per l'Italia e il Medio oriente Mediter.»] sono ispirate alle pagine di un catalogo di vendita per corrispondenza; presentano una veduta assonometrica del Gazebo con l’allestimento, il titolo e una legenda degli accessori da aggiungere; alludono al fatto che gli allestimenti possano avvenire per corrispondenza, scegliendo e comprando i pezzi desiderati, come in un supermarket, senza ricorrere all’intervento del designer. Il Gazebo è una struttura di tubi in ottone di 4 cm di diametro, disposti a costituire il telaio di un recinto di pianta rettangolare delimitato da tende di plastica. Entro il Gazebo gli Archizoom inseriscono oggetti scelti di volta in volta secondo i desideri o le manie di ognuno, per produrre la loro «architettura figurativa» seguendo dei processi creativi politici-ideologici o paranoico-freudiani, per costruire un allestimento allegorico, quasi che il Gazebo fosse la cornice di un manifesto politico, oppure per far reagire fra loro degli oggetti diversi, quasi che il Gazebo fosse, in questo caso, un congegno derivato da quelli ideati da Duchamp, o il tavolo anatomico su cui avviene l’incontro fortuito, descritto da Lautremont, tra un ombrello ed una macchina da cucire. Il grado di teatralità posseduto dai Gazebi si spiega anche con la passione degli Archizoom per il film «Otto e mezzo», girato nel 1963, dove Federico Fellini mette in scena la storia della crisi creativa di un regista, che si conclude con un set improvvisato su una spiaggia dove gli attori recitano liberamente sullo sfondo di una scenografia da circo con delle tende” (R.Gargiani, «Archizoom Associati 1966-1974, dall’onda pop alla superficie neutra», Milano, Electa, 2007).