RESIDUO Foglio Mensile dell'Agenzia d'Informazione Coorlach
[Quelli che credono ancora nella centralità dei lavoratori e non si arrendono e omologano alla centralità del profitto] (Venezia 1992)
Residuo - Numero 0
Luogo: Venezia
Editore: Agenzia d'Informazione Coorlach - Medicina Democratica
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: marzo 1992
Legatura: N. D.
Dimensioni: 1 fascicolo 29,5x21 cm.
Pagine: pp. 4 n.n.
Descrizione: 1 immagine fotografica solarizzata in prima pagina. Notiziario distribuito in fabbrica. Testi: «Notizie in breve ovvero cosa si muove nel mondo del lavoro»; «Con il CVM si muore di cancro» e «Scala mobile addio!». Primo fascicolo pubblicato. Edizione originale.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 30ORDINA / ORDER
"Nel 1985, il petrolchimico di Porto Marghera era nel pieno di una ristrutturazione iniziata nel 1980: Cassa Integrazione, prepensionamento, gli accordi aziendali sulla nuova organizzazione del lavoro avevano già prodotto l’espulsione dalla fabbrica oltre un migliaio di lavoratori. Il petrolchimico non era più «la punta di diamante» delle lotte operaie degli anni ’70; il padronato e il sindacato avevano attuato su livelli differenti una pesantissima campagna di repressione, espulsione, ristrutturazione e normalizzazione. In fabbrica stava dilagando un forte individualismo, creato ad arte miscelando: paura, minacce, privilegi e denaro. In tutta la fabbrica pochissimi erano i soggetti che avevano ancora la voglia e la caparbietà di continuare un lavoro politico antagonista e controcorrente. E’ dall’incontro di questi pochi soggetti che rinasce una nuova stagione politica che si concluderà dopo molti anni con l’inizio del Processo contro la più alta dirigenza delle società che hanno gestito lo stabilimento Petrolchimico, con l’accusa di strage e disastro ambientale. I soggetti che si incontrano nel 1985 e che iniziano questa attività sono: Gabriele Bortolozzo, Luciano Mazzolin, Giovanni Sgnaolin, Gabriele Conomo, e successivamente Silverio Zagagnin. Sostenuti da una modesta area di consenso interno, decidono di partire con un lavoro minimo di informazione/controinformazione per squarciare la pesante cappa di omertà e di silenzio che regna all’interno del Petrolchimico; per far rinascere all’interno e all’esterno della fabbrica un minimo di dibattito sulle problematiche legate al mondo del lavoro, ai diritti dei lavoratori, alle tematiche relative alla salute e all’ambiente. Decidono di usare per tutti i loro lavori la sigla «Agenzia d’Informazione COORLACH» (COORLACH è l’abbreviazione di Coordinamento Lavoratori Chimici). La sigla non è mai stata registrata e regolarizzata, ma a livello locale era riconosciuta/conosciuta da molti anche a livello istituzionale e in particolar modo dagli organi di informazione. Molti sono i lavori realizzati in questi anni a firma dell’Agenzia d’Informazione COORLACH, e tutti hanno avuto una notevole amplificazione nei giornali locali. Gli strumenti usati sono stati: il comunicato stampa; documenti di approfondimento tematico (DOSSIER) con cadenza semestrale o annuale; per passare poi nel 1991 [ma 1992] alla creazione di un giornale di fabbrica dal titolo “RESIDUO” (sottotitolo «Quelli che credono ancora nella centralità dei lavoratori e non si arrendono e omologano alla centralità del profitto»); un giornalino con cadenza mensile che, per rispetto della normativa vigente, viene distribuito come supplemento alla rivista Nazionale Medicina Democratica. [...] Desideriamo evidenziare che il lavoro e le denunce di questi lavoratori sono stati la base e l’innesco di tutto il lavoro di inchiesta portato avanti dal giudice Casson. Alcuni dei documenti citati erano stati consegnati alla Magistratura e sono agli atti del Processo Petrolchimico, mentre diversi lavoratori dell’agenzia Coorlach sono stati sentiti come testimoni sia nella fase investigativa che dibattimentale. [...] il processo del Petrolchimico per strage e disastro ambientale [...] si è concluso dopo alterne vicende nel 2006 con la sentenza della Cassazione che ha condannato alcuni degli imputati e riconosciuto in buona sostanza (anche se non del tutto) le tesi accusatorie iniziali" (testo tratto da «Autostoria collegata ed incrociata delle associazioni: Agenzia d’informazione COORLACH / Medicina Democratica - Movimento di lotta per la salute / Sindacato Chimici ALLCA / CUB Gabriele Bortolozzo - Onlus», in: archivio online MESTRE NOVECENTO).